"Nel giro di vent'anni sarete più dispiaciuti per le cose che non avete fatto che per quelle che avete fatto. Quindi lanciatevi, abbiate il coraggio di levare l'ancora e avventurarvi oltre il porto sicuro. Lasciatevi guidare dal vento ed esplorate nuovi lidi" Mark Twain

6/27/2008

getty museo



ogni giorno ci passo davanti e lo vedo lassu in cima alla collina che domina gran parte della citta, il museo Getty e' una immensa costruzione disegnata dall architetto Richard Meier su un terreno acquistato dal miliardario Jean Paul Getty.

e' stato aperto al pubblico nel dicembre del 1997 e l ingresso e' gratuito, si paga solo il parcheggio ($8 dollari) alla base della collina e poi si prende un trenino che ti porta in cima

non ho mai avuto un interesse particolare per l arte e per cui evitavo da tempo una visita a questo museo ma ho dovuto ricredermi e a mio parere e ' una delle cose da vedere durante una visita ad LA

mi e' piaciuto molto non tanto per le varie opere esposte ma per la struttura del museo dove si possono passare diverse ore nel piu completo cazzeggio

ci sono diverse zone di ristoro dove si possono passar momenti di relax, inoltre ci sono alcuni zone dove si ha una bella vista della citta da una parte santa monica e dall altra westwood e i grattacieli di downtown
da lassu si vede anche la nube di smog che sovrasta la citta di Los Angeles

durante l estate ci sono molte inziative culturali tra cui anche concerti all aperto

6/17/2008

immigrati italiani a los angeles

con il tempo sto cercando di lavorare al mio network di conoscenze e sto incontrando persone interessanti che mi fanno capire come ci sia una svillupata immigrazione di italiani qui a Los Angeles

spesso quando si parla di immigrazione illegale si pensa subito agli ispanici che in effetti sono la maggioranza, ma si scopre anche che tra questi c'e anche una buona fetta di italiani che si dividono principalmente in due categorie:

gli attori che vengono qua per partecipare ad ogni provino possibile dell industria cinematografica di hollywood nella speranza di fare il colpo grosso

i musicisti che vengono a suonare nei vari localini presenti in citta anche qua sperando di aver successo da soli o formando qualche band

la cosa che accomuna queste due categorie e' il lavoro che serve per mantenersi la vita americana, la maggior parte fa il cameriere e di solito in un locale italiano

ammiro queste persone che fanno un grande salto nel buio con tutti i rischi del caso
venir qua inseguendo un sogno difficile vista anche la notevole concorrenza

per poi magari finire a rappresentare l italia in un reality show come lui ha fatto

6/10/2008

tasse benzina


riprendo l argomento inizato in questo post dello scorso novembre sulla benzina in america

questo e' il grafico del prezzo della benzina a los angeles degli ultimi 2 anni faccio notare che in california c'e il prezzo piu alto di tutti gli stati uniti
(al prezzo odierno ho fatto un calcolo a spanne per fare un sommario confronto con l italia viene 0,76 centesimi di euro al litro)

anche in america si fa sentire nell economia famigliare l incremento del prezzo della benzina incomiciando a modificare le abitudini degli americani

innazitutto la general motors ha programmato di chiudere 4 stabilimenti per la produzione di camion e SUV poiche il mercato di auto ad alto consumo di carburante sta crollando
infatti la Dodge sta facendo una campagna pubblicitaria dove chi aquista un loro SUV potra comprare benzina ad un prezzo scontato di $2.99 per 3 anni (pero solo per le miglia percorse altre alle 12 mila annue !)

qua c'e un grafico non aggiornatissimo ma da una idea della parte del prezzo composta dalle tasse nazionali

il lato positivo e' che forse la gente usera' meno l auto per cose futili e quindi meno traffico e meno inquinamento

6/06/2008

Obama presidente ?

faro un prossimo post con le miei idee
intanto copio questo bell articolo
che mi trova molto d'accordo

da Il Foglio
Il messia è arrivato. Appena diventerà presidente improvvisamente “il cielo si aprirà, la luce divina ci illuminerà, i cori celestiali non smetteranno di cantare, ciascuno di noi saprà che dovrà fare la cosa giusta e il mondo sarà finalmente perfetto”. Più o meno è questo, nello sfottò di Hillary Clinton, l’irrazionale entusiasmo scatenato da Barack Obama tra i suoi seguaci, specie tra i media. Intendiamoci. Obama è super, meraviglioso, stupendo e la sua vittoria alle primarie è storica, epocale, straordinaria. Detto questo, che non è poco, stiamo calmi. Hillary Clinton, la tanto vituperata e insopportabile Hillary, quella che metà degli americani non voterebbe nemmeno morta, ha preso più voti dell’immaginifico Obama. Più voti, non meno. E ha vinto in tutti gli stati più grandi d’America, nelle roccaforti democratiche e negli stati in bilico. Da quando la sua candidatura è stata data per sepolta da una stampa che avrebbe fatto passare Emilio Fede e Curzio Maltese per analisti equilibrati, Hillary ha prevalso quasi ovunque e quasi sempre, ribaltando sondaggi e previsioni e commenti funerei.
L’obiezione è: anche Al Gore nel 2000 ha preso più voti di George W. Bush. Non è proprio così. Se alle primarie democratiche ci fossero state le regole “winner takes all” usate dai repubblicani, cioè le medesime che il 4 novembre decideranno la presidenza degli Stati Uniti, o se perlomeno ci fosse stato un sistema di selezione del candidato ideato da persone senza rapporti intensi con sostanze psicotrope, Hillary sarebbe da tempo la nominata del partito e con buone, ottime possibilità, probabilmente superiori a quelle di Obama, di entrare alla Casa Bianca il prossimo 20 gennaio.
E invece no. Ha vinto Obama. E ha vinto grazie alla decisione unanime della stampa americana, come si sono accorti i Clinton, costretti ad affrontare una vasta cospirazione di estrema sinistra così violenta da far rimpiangere il vecchio procuratore Ken Starr del sexgate. Obama ha vinto anche per aver predisposto la più strepitosa macchina organizzativa e di autofinanziamento mai vista in politica, a dimostrazione che il senatore non è uno solo chiacchiere e spillette. Ma senza gli errori della Clinton Machine, avrebbe chiuso bottega da tempo. I clintoniani erano certi di poter chiudere la partita subito, nei grandi stati, e hanno lasciato campo libero al senatore nel resto del paese. Un dato: Obama ha conquistato circa 140 delegati in più di Hillary, tra quelli eleggibili. Il saldo a favore di Obama nei caucus, cioè nelle lunghe e laboriose riunioni di partito dove si vince solo se si dispone di un’organizzazione capillare e di tanti militanti, è stato di 139 delegati.
Nessuno sa come andrà a finire a novembre, e chi dice il contrario mente sapendo di mentire. Il fenomeno Obama potrebbe crescere ancora, trasformarsi in una valanga e travolgere McCain senza che il senatore dell’Arizona se ne accorga. Oppure la bolla potrebbe sgonfiarsi rapidamente.
Il punto che sfugge, però, è che Obama non è più il candidato di un anno fa, quello che faceva sognare sinistra e destra, liberal e conservatori, che aspirava a unire il paese e a chiudere l’era delle guerre culturali, razziali e partigiane. Il processo democratico delle primarie e il confronto con gli avversari e gli elettori l’hanno completamente ridefinito. Obama resta il candidato perfetto per una serie televisiva, e infatti s’è scoperto che l’ultima serie di “The West Wing”si è ispirata a lui per delineare il candidato ispanico Matt Santos, ma ora si è trasformato nel solito candidato elitario, intellettuale, troppo di sinistra e incapace di connettersi col paese reale. Non sono opinioni. Sono mesi che Obama viene rifiutato stato dopo stato, primaria dopo primaria, dalla working class del suo stesso partito, dai poveri, dagli immigrati ispanici, dai cattolici, dagli anziani, dalle donne, dagli ebrei e da qualsiasi categoria sociale e razziale a cui non appartengano afroamericani, studenti, intellettuali, miliardari, divi di Hollywood e fighetti.
Christian Rocca

6/03/2008

blog italiani in america

F A - wasp blackground R sweet e W Wooden Tile E L Pastry Cutter L


mi e' sempre piaciuto legger i blog di altri italiani in america per curiosare sulle loro esperienze di vita in questa grande nazione cosi diversa in ogni suo stato.

purtroppo alcuni hanno terminato o stanno per terminare la loro esperienza e quindi anche il loro blog non viene piu aggiornato.
mi dispiace non poter piu condividere opinioni sulla vita americana con queste persone pero mi piace pensare che i blog vengono lasciati online per permettere ad altri di leggerli e poter riviver le varie avventure.

ecco l elenco dei blog

elisa dal texas
sara da Los Angeles

lorenzo ed emanuele da San
Diego

marina dal Massachussets
fede e pucciu da Cincinnati
tizi da Columbus, Ohio

un saluto a tutti e grazie per tutto quello che avete scritto e voluto condividere sul vostro blog


ps: ma la Sig.ra emmequadro perche non scrive piu ?