"Nel giro di vent'anni sarete più dispiaciuti per le cose che non avete fatto che per quelle che avete fatto. Quindi lanciatevi, abbiate il coraggio di levare l'ancora e avventurarvi oltre il porto sicuro. Lasciatevi guidare dal vento ed esplorate nuovi lidi" Mark Twain

8/16/2008

comunita italiana in america

nella mia esperienza qua a los angeles ho potuto notare che sia una metropoli molto globalizzata. per fare un esempio con una nazione penso che se tu voglia conoscere un abitante di Tonga , ci siano forti probabilita che almeno uno abiti in questa citta.

questo per dire che nel tempo si sono formate delle comunita che hanno acquisito sempre piu partecipanti grazie alla loro ottima organizzazione che fa sentire un po come esser nella propria nazione d origine. un punto di riferimento quando si va incontro a delle difficiolta o a delle comuni gestioni di vita quotidiana , si sa di trovare personi accoglienti e pronte ad aiutare i propri connazionali.

fare esempi come la comunita cinese, coreana o giapponese e fin troppo facile
qui a los angeles c'e una forte comunita armena, iraniana, filippina e non parliamo di tutte quelle ispaniche ( c'e gente che e' qua da anni e' non ha mai voluto o potuto imparare l inglese perche la sua comunita lo ha sempre aiutato in tutto)

non so come sono quelle di altre nazioni europee ma posso dire che quella italiana e' quasi inesistente e mal organizzata ( un esempio e ' brutta festa di san gennaro a fine settembre)
chissa perche ?


un altro piccolo esempio lo si puo trovare nei blog che leggo di italiani in america, chi e' qua per studio, per lavoro o per altro. al momento sono circa 80 (e' li custodisco gelosamente)
anche li con molti non c'e nessun scambio di opinioni ne di commenti su qualsiasi argomento
tale giudizio non vale per tutti quelli che hanno commentato in questo blog :)

sarebbe interessantre sapere se ci sono e come funzionino comunita di italiani negli stati europei e se il loro comportamento e' diverso da qua.

26 commenti:

Crazy time ha detto...

credo che il numero di italiani a los angeles sia quantitativamente troppo ridotto per potersi trasformare in una comunita'. Siamo tutti sparsi, incontrarsi non e' facile e credo anche che Los Angeles, per dimensioni e struttura urbana, spinga all'isolamento. Non c'e' una piazza, per esempio, non c'e' un centro. Poi forse c'e' che in una citta' come Los Angeles ci si sente sempre di passaggio, con un piede gia' fuori. Nel mio quartiere c'e' un grande ricambio di gente, di tutti i colori.

Poi, scendendo sul microscopico, manco il nome tuo me voi di', come posso pensare di iniziare una comunita' con uno che, per quanto ne so, si chiama Pluto? ;)

Pluto ha detto...

le difficolta che tu elenchi di los angeles le hanno anche le altre nazionalita, quindi ?

beh se gia un nome per te e' un ostacolo, non ci son speranze di far comunita' ;)

Anja ha detto...

mumble, io quando ero in MInneota manco a parlarne, ho incontrato per sbaglio solo un italiana in 8 mesi.

Tra Londra e Parigi devo dire che non non conosco nulla di organizzato, ma siamo così tanti italiani (più londra che parigi) c'è smepre qualcuno che conosce qualcuno e quindi in qualche modo la comunità c'è. Bisogna dire che nache se in Europa si è tutti più simili e c'è meno senso di shock che in usa, un po' di italianità aiuta sempre..

Devo anche dire questo: quando ero in Usa avevo due tre amiche - che non si conoscevano prima di me - a LA. Tutte avevano un proprio gruppo di italians di supporto molto coeso e supportive, anzi mi ero stupita (e un po' delusa) di come tutta la loro socialità si esaurisse tra connazionali o quasi. Credo quindi dipenda molto che giro di persone ti si crea intorno, e anche dal caso, boh.

Fabrizio Cariani ha detto...

"tale giudizio non vale per tutti quelli che hanno commentato in questo blog :)"

ah beh... :P

comunque hai ragione. secondo me la spiegazione e' il tipo di gruppo sociale che va negli USA dall'Italia piuttosto che da altre nazioni e' un po' diverso: pochi (e tu sei forse un'eccezione, e ancora non ho ben capito come hai fatto :) ) si trasferiscono qui semplicemente per lavoro.

Un'altra spiegazione e' la lingua: gli Italiani che arrivano negli USA, generalmente gia' sanno farsi capire in Inglese, mentre alcuni immigrati che arrivano da altre nazioni non conoscono bene la lingua, ed e' naturale, almeno all'inizio, essere a piu' stretto contatto coi connazionali.

Crazy time ha detto...

il primo motivo, l'ho detto subito, e' lo scarso numero di italiani a los angeles. POi,

E' un tipo di immigrazione diversa.
gli italiani del dopoguerra creavano le little italy, arrivavano famiglie intere, ora non lo facciamo piu', arriviamo da soli.......

o forse siamo stronzi, bo, po esse.

il nome, ti pare poco?

Nat ha detto...

Pluto,
uhm.. avrete un po' ragione tutti, no?
Crazy ha ragione perche' la piazza qui non esiste e il nostro modo di socializzare vive della piazza. Poi il fatto che gli italiani sono pochini.. anche quello avra' influenza. Per quanto riguarda i blog, e la mancanza di scambi di opinioni, io non l'ho trovato vero. Certo non ho 80 blog salvati di italiani in America, ma con quelli che visito regolarmente qualche commento e qualche opinione ce la scambiamo (Valeria? Moky? Koala? Nonsi? confermate?) Certo che uno scambio di opinioni virtuale non e' la stessa cosa del contatto "reale".
Ma poi hai ragione anche tu quando sottintendi che gli italiani sono un po' distaccati a volte. Ho incontrato persone (poche da queste parti) che avresti pensato che avrebbero voluto un po' di contatto "italiano" (proprio perche' siamo cosi' pochi da queste parti) e invece niente o, peggio, poco e poi niente piu', come se non esistessi. E non hai certo voglia di rincorrerli se non gli interessa.
Boh, che ti devo dire? A me piacerebbe incontrarvi tutti un giorno, voi, i miei italiani in america!!
:-)

Have a good one!

nat

ps~ Grazie per la tua visita da me! :-)
e per avermi fatto sapere del Palio, a suo tempo!

Crazy time ha detto...

@nat: confermo lo scambio di opinioni tra di noi, che e' regolarissimo - Pluto, Moky, Nonsi, Koala, Nat....certo di persona e' un'altra cosa, ma meglio di niente.

il tuo commento mi ha fatto venire in mente anche che il mio vicino di casa e' italiano e non lo vedo mai, ma proprio mai. E' talmente assente dalla mia vita che non mi era nemmeno venuto in mente. :0

nonsisamai ha detto...

primo: grazie pluto! argomento interessantissimo, finalmente qualcuno ne parla.
io l'avrei voluto fare qualche volta, ma la questione e' diciamo 'spinosa'.
secondo: io ADORO leggere i blog di altri italiani all'estero, speciamente qui negli usa e scambiare opinioni e consigli. valeria, 'pluto', nat, anja, fabrizio, ecc. confermate? ;)
terzo: cosa succede a dallas. di italiani ce ne sono pochi. c'e' una sola struttura organizzata che io sappia ed e' composta per lo piu' da quei cosiddetti 'italiani' che l'italiano non sanno nemmeno parlarlo. per di piu', vi diro', con alcune persone ho un rapporto splendido, ma in questa 'struttura' ho visto anche i comportamenti piu' sgarbati e meno ospitali da quando sono qui. ho visto tante gelosie e pochissima voglia di darsi una mano. snobismo. il preferire evitare gli italiani e fare gli splendidi portando questa presunta italianita' agli americani.
questa e' la mia esperienza.
so che in altre comunita' non e' assolutamente cosi', si viene veramente aiutati dal primo momento solo in quanto israeliani o coreani, ecc.
detto cio', conosco un paio di italiani fantastici, molto defilati da questo tipo di meccanismo, ma credo che queste amicizie non abbiano molto a che' vedere col fatto di provenire dallo stesso paese.

Francesca ha detto...

Io credo che in un certo senso noi siamo meno "emigranti" di quanto lo siano state le generazioni precendenti, ci muoviamo per lavoro, generalmente manteniamo un buon contatto con le famiglie e gli amici in patria, viaggiamo avanti e indietro con relativa facilita` (ferie permettendo) e forse abbiamo meno bisogno di fare gruppo.

La mia personale esperienza e` che all'inizio si esce molto tra italiani, poi si comincia a scremare chiedendosi: "sarei amico di quella persona in Italia?". Se non si ha nulla in comune tranne l'essere italiani, beh, per me non c'e` incentivo a coltivare un rapporto.
Noi abbiamo un bel grupetto di amici italiani qui a Santa Barbara, ma ci sono anche tanti italiani che non frequentiamo semplicemente perche` non si va d'accordo e non si condivide nient'altro che la lingua.

Valeria ha detto...

Prima di tutto devo ringraziare Pluto per aver visitato il nostro blog ma soprattutto per avermi fatto scoprire il suo!

Molto interessante questa "sociologia empirica" che non ha nulla da invidiare ale elucubrazioni da laboratorio di dottori e luminari.

Peccato che io non sia un'italiana all'estero (anche se spesso mi piacerebbe) e negli Stati Uniti abbia fatto solo una vacanza.
Ho moltissima voglia di migliorare il mio inglese, però, perchè la prossima volta che viaggio voglio fare molte più domande e capire molto meglio le risposte.

Nel frattempo mi piace lasciare giusto un'opinione:
Da turista posso aver notato che tra le varie Little Italy, Little China, Little Greek, little etc., l'Italia era sempre la zona più squallida e meno caratterizzata, quasi fosse in smantellamento.
Da ascoltatrice ho saputo che gli europei in genere, non solo gli italiani, sono caratterizzati da un certo individualismo nonchè una sgredevole propensione all'invidia che, certo, non favoriscono il sorgere di comunità.
Da italiana so solo che quando vado all'estero a fare la turista evito accuratamente gli italiani turisti, però probabilemnte questo accade perchè non vivo lì ma sono di passaggio..

Però il quesito è interessante..

Ma voi che lavorate lì, quanto siete homesick?
Quanta voglia avete di tornare a tutti gli effetti italiani d'Italia?

Silvano ha detto...

posso trasferirmi anche io allora? :D

Moky ha detto...

Mi aggiungo al coretto per dare un'altra ragione, almeno una che ho incontrato personalemente, avendo vissuto sempre in cittadine medie o piccole. Gli Italiani qui in America amano sentirsi "unici", amano il senso di essere i soli italiani che vivono a ... per esempio Sierra Vista. Storiella (come al solito): giovedi' mentre entravo da Ross incrocio due tipe che parlano italiano! Allora le fermo e dico: che bello sentire parlare in italiano! Al momento una mi ha guardato quasi scocciata, poi il mio charming sorriso ha fatto breccia (boh). Due chiacchiere veloci, da quanto sei qui, questa e' mia sorella in visita da Modena, lavori qui... e la tipa mi dice "Tu chi conosci?" UH???
Ho capito che intendeva dire chi conosco degli italiani che vivono qui (di cui ho sentito parlare, ma che fino a giovedi' credevo fossero solo una leggenda)
"Nessuno", le dico, solo Marc (che e' americano ma ha vissuto a MI per 2 anni). 'Non conosci Cristina, Giovanna...?" "no".
"Ah. Ok. Ci vediamo presto. Ciao!"

Niente: ecco il mio telefono, chiamami, ci troviamo.
Come si fa a creare una comunita' su questi presupposti? Sono un'altra italiana nella comunita' locale, il che rende "lei" un elemento meno raro! Non so se mi sono spiegata.... chiedo venia: ho un principio di raffreddore e mi sa che anche il cervello e' intasato!!

Moky ha detto...

Cacchiolina, nel tempo che ho scritto il mio cokmento, tutti gli altri hanno scritto piu' o meno la stessa cosa...
Io con i miei amici bloggari mi ci troverei stasera per un bicchierino di vino nell'idromassaggio... YES??!!

Valeria ha detto...

Ooooppsss!

Temo di doveer fare un paio di passi indietro!

Per una coincidenza io, che mi chaimo Valeria, ho fatto un viaggione con una mia amica di nome Moki.

Dal momento che pluto ha visitato il nostro blog (che raccontava del viaggio) ho seguito i link di Pluto e, di post in post, leggevo che ogni tanto qualcuno chiamava in causa Valeria e Moki.
Sono rimasta un pò sorpresa a dire il vero, però una latente mania di grandezza ( ;) ) alla fine ha prevalso ed ho creduto che il riferimento fosse a noi.
Dunque ho scritto un commento.

Mi sono resa conto che, più realisticamente, ci sono dei casi di omoninickia (nuovissimo termine appositamente coniato per definire casi di nick identici.

Dunque, con buona pace per me, qui sarei a pieno titolo fuori luogo, infatti, sebbene attratta dagli States mi schiodo saltuariamente dal territorio italico.

Però questo blog mi piace molto.

Se mi date un permesso di soggiorno rimango volentieri, a leggere, sicuramente.

Nel frattempo, continuate nel rappresentare l'italiano d.o.c. da esportazione e... resistete, che anche da quest'altra abbiamo il nostro daffare ;))

Abbracci

Stefania Campanella ha detto...

Ciao, sono stata a LA tanti anni fa, quindi ora mi immergo nel tuo blog per sapere che cosa è successo nel frattempo:-)

Se hai volgia di farti un giro tra Tokyo e Ny vieni su www.zenandthecity.com

Stefania

Emigrante ha detto...

Quando mi stavo trasferendo nella Baia un amico tedesco mi suggeri' di contattare il consolato per avere informazioni o per essere introdotti nella comunita' di italiani. Mi disse che lui aveva trovato di notevole asiuto il consolato tedesco.
Non so se qualcuno ha presente il nostro consolato a San Francisco (fate googling nel caso), ma posso dirvi con un eufemismo che non e' di aiuto (anche) a creare una comunita' italiana

Alain De Carolis ha detto...

Pluto ciò che dici è valido per Los Angeles. Non certo per New York!
Qui certe volte pare di stare in Italia.

Emanuele Cauda ha detto...

Qui a Pittsburgh la questione e' invece molto diversa. La citta' e' piccola, rispetto a Los Angeles, ed e' molti incentrata sulla vita delle sue tre grosse universita'. Di italiani che si trasferiscono per un anno, due anni o per sempre ce ne sono sempre di continuo (ora come ora saranno una cinquantina, parlando per difetto) con effetti diversi. A me (mi sono trasferito a tempo per ora indeterminato) non interessa fare Little Italy. Mi spiego: non penso che per avere buoni consigli o per sentirmi a casa devo parlare con un italiano. Ho amici molto stretti tra americani, spagnoli, tedeschi e malesi etc etc. La lingua era una difficolta' all'inizio ma solo all'inizio.
Spesso trovo molta piu' difficolta' di relazione con italiani che stanno sempre e solo con italiani e vi assicuro che dopo 8 mesi non riescono neanche a fare un discorso di senso compiuto in inglese di un minuto. Essere italiano non e' il solo requisito perche' una persona mi piaccia. Poi ovvio se posso dare una mano ad un italiano appena arrivato ad orientarsi ....ben venga. E' capitato anche a me all'inizio.
E per i blog...leggo sia quelli di italiani all'estero (nonsi, fabrizio, anna, tu pluto ) ma anche blog di americani e stranieri. Leggo un blog perche' mi incuriosisce, non perche' sia di immigrante.
Saluti

Lele

Pittsburgh
PS. Come diceva Fabrizio...ah beh

Gelato al limon ha detto...

L'italiano all'estero in genere sfonda perché si sa integrare, crede in se stesso e va per la sua strada. Ovvio che poi se hai fatto tutto da solo e hai deciso di vivere stabilmente all'estero, non cerchi necessariamente la compagnia di altri italiani, che magari ti ricordano certe brutte esperienze passate in Italia o negli schifosi consolati italiani pieni di paraculati assenteisti ( la frase piú felice che mi dissero 15 anni fa: "Ma lei che ci fa qui? Se ne torni in Italia" Sig.ra Pappagallo, Consolato di Francoforte. Me lo ricordo come se fosse ieri). Io quando leggo di cosa succede in Italia, mi viene il vomito, per cui se posso, evito.

Giorgia ha detto...

Ciao, divertitissime grazie! Più che divertite svagate, ricaricate e con un bagaglio di esperienze pazzesco! :) Ad un primo sguardo sembra molto interessante il tuo blog! Assolutamente da frequentare e rileggere assiduamente!

Countrygal ha detto...

Ciao Pluto, grazie della visita ma non so come tu sia capitato nel mio blog......e' un blog di crafts.

Si, anch'io vivo negli States ma solo per qualche anno, a New york.
siamo qui da gennaio.

A risentirci
Fulvia

Dante18 ha detto...

mi farebbe piacere conoscere qualche italiano che vive a los angeles mi potete aiutare?????
il mio indirizzo è:
igor1989@hotmail.it

FRANCESCO ha detto...

ciao io vivo a parigi e sogno di trasferirmi in usa dove tra l altro ho gia' vissuto ma molto tempo fa secondo voi quale é la strada migliore per venirci a vivere e trasferirsi con tutta la famiglia (una volta installato) venire poi sbrigarla da li? ambasciatada qui? assunzione di qualche lavoro?

andrea ha detto...

Ciao,io sono Maura,mi sono trasferita a Santa Barbara a settembre x seguire mio marito e il suo lavoro,il posto è meraviglioso ma che solitudine...noi siamo a goleta,proprio vicino l'ucsb ma a parte i surfer in ammollo e qualche studente che sfreccia in bici mi sembra che il luogo sia deserto...il mio inglese poi è pessimo..e capire mi sembra impossibile...sono in cerca di consigli e amici x ambientarmi nel nuovo mondo dove dovremo restare x qualche anno.
se avete consigli il mio indirizzo email è:
maura.dandrea@email.it

ciao e grazie

Giovanna Carmela ha detto...

Un saluto ai miei connazionali con un videoche ho appena realizzato: http://www.youtube.com/watch?v=aB3QbXNjxaY
Cordialità. Giovanna Nigris

Giovanna Carmela ha detto...
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