"Nel giro di vent'anni sarete più dispiaciuti per le cose che non avete fatto che per quelle che avete fatto. Quindi lanciatevi, abbiate il coraggio di levare l'ancora e avventurarvi oltre il porto sicuro. Lasciatevi guidare dal vento ed esplorate nuovi lidi" Mark Twain

2/12/2008

amici in america

leggendo i vari blog di altri italiani in america tra i tanti argomenti simili c'e quella legato al valore dell amicizia.
provenendo dall italia dove in tutte le regione chi piu e chi meno si instaura tra le persone che si frequentano da un po un valore dell amicizia che qua sembra non esistere. mi sembra di trovarmi in un mondo individualista e anche egoista dove c'e nelle persone il senso della competizione che porta ad una vita solitaria.

quando ho detto ad alcuni americani che il mio miglior amico lo conosco e frequento dai tempi dell asilo sono rimasti sconvolti perche qua non solo e' facile perder quei legami creati a scuola o sul lavoro ma anche non vengono coltivati cioe se ne sbattono e non sentono il bisogno di instaurare relazioni di amicizia.

in italia non solo sono frequenti le uscite tra amici a bere una birra o in pizzeria o al cinema etc etc ma sono rapporti che si mantengono costantemente contattandosi via email o telefono.
qua tutto questo non avviene, cioe se una sera si conosce qualcuno ci si scambia numero di telefono o email non pensiate di ricever un contatto prima di qualche settimana.

21 commenti:

Valeria ha detto...

Forse la nuova conoscenza non ti cerchera' proprio piu', altro che una settimana. A meno che non c'e' un lavoro da fare e allora la nuova conoscenza potrebbe interessarsi di nuovo a te. Non e' opportunismo e' che non sono abituati alle relazioni sociali. Credo che a Los Angeles questo equilibrio sia esasperato: qui la gente arriva, fa quello che si era riproposta di fare e poi se ne va. Non c'e'tempo da perdere e la citta', cosi' dispersiva, non aiuta affatto.
Non so come sia altrove negli States, ma qui la sensazione e' che i sentimenti sono un lusso. Tutti consultano lo schedule prima di accettare un caffe'(e che dovrai fare mai che non hai tempo per un caffe'???). Puo' anche capitare che che A ti presenta a B come il suo migliore amico e tu invece lo consideri appena un conoscente. Il concetto di fondo, mi pare, e' che in questa citta' tutto sia un'estensione del se'. La comunita' non esiste, non a caso non ci sono le piazze, la gente non si ritrova da nessuna parte se non nei centri commerciali che sono il cuore del consumismo e quindi ci si va piu' per spendere che per parlare. La citta' stessa e' fatta per essere guidata e non vissuta. A me dispiace che se ho voglia di vedere qualcuno devo prendere appuntamento almeno una settimana in anticipo, non c'e' l'improvvisazione. Conosco tanta gente qui, piu' che nella mia citta' di provenienza, ma so che se avessi bisogno di qualcuno non mi sentirei libera di chiedere aiuto. Avrei paura di disturbare. D'altro canto pero' credo anche che in Italia il valore dei rapporti umani sia cambiato con il tempo: anche noi ci stiamo, passami il termine, americanizzando. Siamo tutti un po' piu' egoisti, anche se non ancora ai livelli losangelini. Spero non sia soltanto una questione di tempo.
valeriascrive da losangeles

nonsisamai ha detto...

un po' di malinconia?
molto interessante l'argomento e anche il commento di valeria come sempre.
e' che io da dallas la vedo in modo meno esasperato. sara' che e' sud, ma davvero la genete mi sembra piuttosto disponibile (e soprattutto sorridente). purtroppo anche a me mancano i miei amici italiani e non ne ho ancora qui moltissimi altri, ma credo sarebbe difficile ovunque. conosco persone che si sono trasferite a pochi chilometri da casa e hanno avuto piu' o meno gli stessi problemi che ho io. bisogna avere pazienza. io credo che la gente sia gente un po' dappertutto. magari possiamo avere differenti abitudini, ma fondamentalente siamo umani viviamo piu' o meno le stesse emozioni. i veri amici sono difficili da trovare, ma da qualche parte ci sono qui come in qualunque altro posto :)

Valeria ha detto...

si, siamo umani, ma l'ambiente in cui si cresce ci determina e l'ambiente sociale di Roma non e' l'ambiente sociale di Los Angeles.

Che la gente a Los Angeles sia piu' gentile e sorridente e' vero, tutti dicono buon giorno, buona sera, prego, mi scusi, ma non va quasi mai oltre questo. La vita sociale e'ridotta in realta'alla vita privata.

luca ha detto...

e' vero, concordo in pieno la tua riflessione!
Sono davvero tutti molti friendly ma la concezione dell'amicizia e' davvero molto diversa.

"il tuo corrispondente dalle Hawaii" :) Luca

Moky ha detto...

Gli americani sono socievoli, fanno amicizia facilmente, ma sono pur sempre "superficiali" anche nell'aspetto sociale. Io ho 1 amica sole che mi e' rimasta dalla California, le altre sono piu' o meno scomparse.... adesso vedremo cosa succede con le decine e decine di amicizie fatte in New Jersey, quanto dureranno ora che sono "long distance"...in Italia se diventi amico, amico vero e' un affetto piu' profondo... anche se non ti vedi o senti da tanto, e' come se ci si fosse lasciati ieri!!
A quasto punto, esco dal tema (o no?).
PLUTO: devo ringraziarti per aver creato questo network di italiani negli USA, grazie a te ieri sera ho fatto una chiacchieratona con Aelys a SFO ed e' possibile scambiarsi idee, opinioni, ricordi e ricette, accomunati dalle esperienze passate (in Italia) e da quelle presenti qui. Se non fosse stato per te, non avrei mai e poi mai pensato di cercare altri "paesani" come dicono qui... be' insomma, grazie per aver fatto intrecciare i nostri blogs e lo nostre vite!! Hugs!

alice ha detto...

Chiedere ad un americano di fare una conversazione che vada anche solo 2 cm piu' in profondita' della ciarla chiacchiereccia (quella che potresti fare con il vicino di casa in ascensore) vuol dire chiedergli uno sforzo immenso.
Finche si parla di: tempo metereologico, traffico, notizie strambe o attualita' va tutto bene, ed anzi, ti fan fare un sacco di risate.
Ma se i temi diventano anche solo un pelo piu' "personali" ti guardano smarriti e imbarazzati.
Poi qualcuno ce la fa pure, ma sembra che gli stai chiedendo di togliersi la pelle!
E a proposito di pelle.. non parliamo del terrore che instilla in molti di loro il contatto corporeo! Qui a NY si socilaizza a suon di vigorose strette di mano e pacche sulle spalle, ma guai ad abbozzare un bacio o (argh!) un abbraccio! perdi almeno 100 punti.
Meno male che NY e' piena di migranti, e che lo spirito di solidarieta' tra "naufraghi culturali" e' miracolosamente forte!
Mi sa che prima di avere un fluent English avro' imparato il greco moderno e il portoghese!
:)

Fabio ha detto...

Allora non è solo una mia impressione il fatto che tutti sono molto amichevoli, ma che nessuno vada al di là di argomenti superficiali o si interessi a creare un rapporto un po' più profondo: è comune sentir dire "potremmo uscire in settimana per una cena/bar/quellochetivieneinmente", ma poi nessuno che sia veramente interessato.
E, come ha detto Alice, guai a cercare del contatto fisico! Però questo posso capirlo, sono usanze diverse e le accetto.

Aelys ha detto...

Io ho un'esperienza completamente diversa qui a San Francisco, che non a caso è considerata la città più europea degli US. Mio marito è della Baia, quindi vediamo e sentiamo continuamente i suoi amici delle elementari e delle medie, la sua madrina e gli amici di famiglia. Poi lavoriamo in un campo che è un pò come un club privato: ci conosciamo tutti, organizziamo le classiche cene potluck che temevo mi sarebbero mancate moltissimo dall'Italia e in generale se hai bisogno di aiuto o di un favore sai che c'è sempre qualcuno. Non ai livelli italiani, ovvio, ma per essermi trasferita qui solo da un anno e mezzo non mi posso lamentare. In particolare amo gli americani dall'origine "etnica", i cui genitori, cioè, sono venuti da altri paesi: cubani, brasiliani, giapponesi e iraniani sono tra i miei migliori amici qui. Per quanto riguarda Los Angeles, anche mio marito che ci ha vissuto conferma: è una città superficiale e le distanze non favoriscono certo i rapporti umani. A quando una visita a SF, Pluto? Ti sono debitrice almeno di una cena per avermi fatto conoscere così tanti italiani espatriati! :)

JJ ha detto...

Ci son rimasto per 3 settimane a L.A. e l'idea che mi sono fatto e' stata proprio quella di trovarmi nel cuore pulsante del culto individualista!
Spezzo comunque una lancia a favore: meglio la superficialita', la conversazione al bar sulla partita dei Giants o su quanto siano estremi i sentimenti sulla Clinton, che la giungla di sorrisi satanici / coltelli affilati che dovevo quotidianamente affrontare (evitare) in Italia...
Enjoy!
JJ (dalla patria!)

koala ha detto...

Verissimo. Mio marito viene da una disfunctional family. I rapporti con il fratello rimasto sono strani, si vogliono bene ma sono freddi tra di loro. Siccome era militare non ha amici, perche' ha vissuto 20 anni all'estero.
Le persone che stiamo comnoscendo son molto superficiali e a me mancano i miei amici italiani. Pazienza, mi abituero' a non avere amici ma conoscenti e familiari un po' pazzi....

Moky ha detto...

Koala, anche se in modo diverso, ti assicuro che riuscirai a fare delle bellissime amicizie, magari non profonde come quelle italiane, ma vedrai che non riuscirai neanche a volerlo a rimanere "friendless in Post Falls". Se non l'hai ancora fatto, vai ai meeting del PTO della scuola di ALina e se hai tempo e voglia, proponiti come volontaria in qualsiasi attivita', fundraiser dove hanno bisogno. Sono qui da meno di 6 mesi e ho gia' una lista di conoscenze lunga lunag... alcune poi sono piuttosto interessanti... Tramite i figli io sono sempre, ovunque stessi vivendo, riuscita a trovare delle buone amiche. Best friends? Forse no, ma good enough... Un abbraccione!

Gigi Cogo ha detto...

Invidia paurosa.....
Senti trovami un lavoro per un 50 enne a Los Angeles :-)
A Luglio arrivo aLA per le ferie. O almeno ci sto provando.

my new york ha detto...

Io gli americani li amo e basta.
Ho fatto una festa la settimana scorsa e ho mandato l'invito due giorni prima; sono venuti tutti lo stesso, nonostante a new york nevicasse il giorno prima e piovesse a dirotto il giorno della festa. Vengono da soli o avvertono se portano un amico...arrivano all'ora che dici tu e non guardano tutti dall'alto in basso come se i più fighi fossero loro, ma socializzano velocemente e scambiano contatti. Poi magari è vero che gli inviti a prendere un caffè e ti danno appuntamento fra 15 giorni dicendoti esattamente la mezzora di tempo che ti possono concedere.

Pluto ha detto...

@valeria :penso che gli italiani abbiano ancora tanta strada da fare prima di americanizzarsi sotto l'aspetto sociale

@nonsisamai :non e' malinconia ma dispiace non riuscure a socializzare come in italia

@luca :grazie per la tua testimonianza dalle Hawaii

@moky :finalmente qualcuno che apprezza il mio sporco lavoro di trovare i blog di italiani in america e farli conosccere l un l'altro :) grazie mille !!

@alice :la storia del contatto fisico e' un argomento di un prossimo post

Moky ha detto...

Pluto, appena arrivata negli US, nel settembre 93, mi c'e' voluto almeno un annetto prima di fare amicizia (come la intendiamo noi), dove ci si telefona ci si trova per un caffe' etc. Ora, dopo meno di 6 mesi in un posto nuovo, conosco gia moltissime persone... it takes time!!!

Marina ha detto...

Anch'io sono d'accordo che per fare amicizia serva tempo, soprattutto in un paese straniero dove si è stranieri. In fondo gli amici si trovano perché si sono frequentati posti simili (scuole, corsi, ecc.) e si hanno degli interessi in comune. Penso che l'"interesse" iniziale che accomuna chi immigra in un paese sia scoprire quel paese, impararne la lingua, le usanze... ecco perché è più facile trovare amici tra altri stranieri, magari di nazionalità completamente diverse dalla nostra, come dice alice da NY (ho vissuto per tre mesi in Irlanda, a Galway, e una delle miei migliori amiche era una ragazza giapponese!).
Io vivo vicino a Boston, in un paesino di 15mila abitanti. Gli americani che incontro più spesso sono i colleghi di lavoro che vengono dalle zone limitrofe. Dopo 6 mesi che sono qui venerdì, che sono uscita a bere qualcosa con dei colleghi, una collega mi ha chiesto come mi trovo qui e abbiamo cominciato a confrontarci sulle aspettative, le delusioni, le aspirazioni lavorative. Non siamo buone amiche, ma stiamo diventando due buone colleghe, con dei pezzetti di vita da condividere.

Comunque anche a me mancano moltissimo i miei amici italiani!!!:(

lajules ha detto...

Vivo a Washington dal 2004 (avevo 27 anni all'epoca), dove mi sono trasferita per amore. A parte un'amica italiana, esco solo e soltanto con americani, e condivido lo spaesamento di Pluto. Nella mia esperienza, gli americani mantengono conversazioni o superficiali o estremamente personali, ma ho sempre l'impressione che ci sia una barriera che impedisca un'amicizia profonda. E' vero che questa e' una societa' piu' individualistica. D'altra parte possono soprendere con gesti di affetto che in Italia sono difficili da trovare (organizzano feste, fanno regali super-personalizzati, ti aiutano tantissimo nel lavoro).

La mia conclusione (non definitiva) e' che e' difficilissimo interpretare i gesti quotidiani di una cultura diversa. In Italia affetto ed amicizia sono offerti tramite contatti quotidiani, conversazioni a cuor leggero, scambio di particolari personali, e tante risate. Qui la gente sembra seguire percorsi diversi. Di certo e' comodo avere un'agendina.

my new york ha detto...

@ragazzi una domanda per tutti: ma la profondità di questi discorsi italiani dove sta poi? Il calcio? Le macchine? Le vacanze in Costa Smeralda? oppure quelli che ti conoscono e iniziano chiedendoti: "e tu cosa fai di bello nella vita?"...cosa fa di bello nella vita? Non so forse perché mi trovo a New York che non è vera America ma trovo che il confronto con le persone è sicuramente più interessante...innanzi tutto nessuno ti giudica per come sei vestito o per il lavoro che fai e questo è sicuramente un passo avanti...

Moky ha detto...

Penso che in generale intendevamo amicizie dove si comunica profondamente, dove ci si apre il cuore... certo non quelle "amicizie" superficiali, conoscenze del bar o di lavoro con cui si rimane sempre un po' sulvago... in questo caso, io preferisco le amicizie superficiali americane di quelle italiane. Ma i rapporti di amicizia in America tendono a rimanere in superficie, a parte pochissimi casi... anche perche' la gente si sposta parecchio...ma e' cosi' dapertutto... non esistono piazze dove ci si puo' congregare... ma ormai mi sono abituata e sto bene... pur sognando ogni tanto di andare a farmi un caffe' con tizia piuttosto che caia...

Anonimo ha detto...

Mah, io ho un amico di lettera a Los Angeles da parecchi anni. Lui è anziano e fa l'attore teatrale, risponde alle mie lettere a distanza di un mese e mezzo o due mesi da quando gli scrivo, ma questo perché ha poco tempo ed è molto impegnato. In genere nelle sue lettere si scusa sempre per avermi fatto aspettare così tanto, e le cose che mi scrive sono molto profonde e amichevoli. Francamente sono contrario alle generalizzazioni. Anche qui in Italia c'è molta gente che pensa solo alle squadre di calcio o ai "grandi fratelli" vari, e se devi instaurare un rapporto più prodondo, oppure se devi affrontare un discorso un po' più serio...lasciamo perdere. Non ho ricordi di avergli scritto una lettera senza aver ottenuto risposta, e dimostra di credere profondamente nell'amicizia, almeno con me. E' stato qualche volta in Italia e ha un'ammirazione folle per noi italiani, oltre ad amare molto il nostro paese. Da un po' di tempo stiamo cercando di organizzare un incontro, ma è difficile perché sia lui che io siamo molto impegnati. Spero di riuscire ad andare a trovarlo l'anno prossimo, con la mia famiglia, magari facendogli una sorpresa.

Anonimo ha detto...

Il punto e' che la societa' Americana e' l'esasperazione dell'individualismo. Il prossimo non esiste. Esiste solo l'io. Quindi fondamentalmente il confine della loro persona finisce con loro stessi, non incorporano amici, affetti eccetera nella loro personalita' come noi e non hanno quasi nessuna empatia. Questo spiega perche' tollerino senza problem una societa' cosi spaccata tra ultraricchi e barboni per dire, dove l'istruzione la sanita' ecc. sono molto costose. Facendo le scuole a New York ho fatto amicizia con quasi TUTTI gli internazionali (asiatici, sudamericani, europei ecc) e con praticamente nessuno degli americani, nonostante fossero l'80%!! Ed e cosi per tutti gli internazionali. Con gli americani hai solo rapporti di cortesia,superficiali, e poi a loro frega solo del 'networking', cioe rapporti di convenienza. Per il resto a New York e normale che prendi un numero di telefono e quella persona non ti caghi piu, oppure ti dia buca ad un appuntamento senza nessuno scrupolo di coscienza. La falsita che hanno qui e qualcosa che va oltre ogni immaginazione. Qui e normale che quando gli americani sono ubriachi, ti trattano come il loro migliore amico, poi il giorno dopo manco ti salutano. Semplicemente non glie ne frega nulla. Non avendo empatia, non hanno rispetto, non si pongono il problema di come tu ti possa sentire, dato che tu non sei loro e a loro interessa solo il proprio ego. La situazione e migliore nell'entroterra, dato che citta come NY o LA sono l'esasperazione di questa deriva consumistica/capitalistica. Purtroppo l'italia come tanti paesi si e' americanizzata negli anni, con queste conseguenze nefaste sul tessuto sociale. In sintesi, a parte rare eccezioni, in citta come NYC non esiste il concetto di amicizia. E vi diro di piu, anche nei matrimony o rapporti di coppia, non so se provino dei gran sentimenti, diciamo che sono convivenze di comodo in tanti casi.